Si chiama Silvio Berlusconi.
Stiamo vivendo un periodo in cui sta emergendo i manager delle banche hanno creato valori fittizi, inesistenti, pur di giustificare i compensi di milioni di euro (o di dollari, scegliete voi l'unità di misura) e questo ridicolo ometto vuole intervenire sulla pubblica amministrazione.
Sanzionare l'impiegato da 1200 euro al mese.
E' questo il male del sistema.
Com'era la storia della pagliuzza e della trave?
Solo che ho paura che la pagliuzza l'abbiamo nell'occhio, ma la trave no...
Per parlare di questi argomenti in questi giorni servirebbe un blog rouge, non un blog noir, ma tant'è...
Negli ultimi anni si è denunciata l'assenza della politica nelle situazioni in cui andavano prese decisioni ed in particolar modo in quelle economico.
L'attuale crisi finanziaria sta dimostrando perchè. L'economia va per la sua strada e non si preoccupa di alcuna politica. Non è questione di sudditanza della politica, ma di indifferenza dell'economia. Un'economia che ha i suoi tempi, i suoi modi, i suoi interessi.
Oscar Giannino, economista di area di destra ieri sera a Porta a Porta diceva che lui vive davanti ad un monitor e a secondo dell'andamento dei mercati compra o vende azioni. A parte che questo giustifica molto dell'aspetto di Oscar Giannino, più che altro fa capire come, per l'economia, la situazione attuale è un momento in cui è possibile speculare e guadagnare.
Perchè i mercati sono fatti di gente che compra e di gente che vende e le perdite di qualcuno corrispondono al guadagno di qualcun'altro. Qualcuno uscirà rafforzato anche da questa bufera, con le tasche molto più piene di prima.
...ma se fossi un operaio...
Non me ne importerebbe niente di avere il mio salario legato alla produttività, non è un problema mio.
Mi sto rendendo conto che il problema del fascismo in Italia, non sta nel Parlamento, ma nella società.
Gli italiani sono essenzialmente fascisti, almeno per come io ho conosciuto il fascismo.
La prevaricazione dovuta alla frustrazione, la colpa della propria pochezza rovesciata sugli altri, specie se stranieri, la codardia di prendersela con i più forti per colpevolizzare i più deboli delle proprie miserie.
Non è solo Cristian Abbiati, portiere del Milan che dichiara di stimare il fascismo per la patria, il senso dell'ordine e i principi cattolici.
L'impressione è che la porta del Milan non sia l'unica ad avere un fascista.
L'impressione è che ci siano fascisti dietro a molte porte anche di altre case.
Forse oggi il senato americano ratificherà il paino Bush. Togliere alle famiglie americane per dare a Wall Street. Una sorta di Robin Hood alla rovescio, che toglie ai poveri per poter garantire ai ricchi di andare avanti.
Quello che resta alla fine, però è la fine di un mondo. Chi porterà ancora i propri soldi in una banca con la proospettiva di avere morabolanti profitti? Chi andrà in una grande e importante banca a mettere i propri soldi?
Le fusioni bancarie che dovevano portare a maggiore solidità, porteranno a bancarotte ancora più fragorose, l'aperitivo è servito quest'oggi a piazza affari.
Mi spiegavano prima come il parametro con cui si valuta la performance di un istituto bancario sia il ROE, cioè il rapporto tra redditività e capitale fisso. Più è alto il ROE più è alta la performance di una banca. Non potendo aumentare la redditività, si è lavorato abbassando il capitale fisso, trasformando cioè il valore degli immobili, in liquidità da reinnvestire. Cosa vuol dire questo? Che se una serie di creditori dovessero essere insolventi, gli istituti di credito non avrebbero capitale a sufficienza per coprire lo scoperto.
Bazzecole, vero?
Guardate come sta andando la vostra banca in questo momento e valutate se sia il caso di andare a ritirare i vostri risparmi...
C'erano una volta l'economia e la finanza.
Parlandone al passato.
Oggi un economista della Bocconi, diceva, su Repubblica, che la situazione del crack delle banche commerciali americane, non è patologica, ma strutturale. Dovuta insomma, alla natura stessa dell'economia. Ci sono dirigenti pagati per presentare i bilanci migliori possibili e ciò deve avvenire a tutti i costi.
Da tempo si sostiene che le risorse del pianeta non siano sufficienti a far sopravvivere dignitosamente (secondo parametri occidentali) tutte le persone. Oggi ne abbiamo la riprova. Il valore presunto, misurato in denaro, non esiste.
Sia che il piano Bush venga o non venga approvato. Anzi se viene approvato è molto peggio. Ha il sapore dell'Inghilterra narrata in Robin Hood, quella in cui le tasse servivano a pagare le libagioni del re.
Dov'è la differenza?
Le tasse che copriranno il buco da 700 miliardi di dollari necessari a finanziare il piano Bush saranno prelevati dalle tasche della gente comune e consentiranno ai manager di continuare a frequentare i sushi bar di Manhattan.
Brindiamo allora con un manhattan alla fine dell'economia che si regge solo sull'ipotesi che esista il denaro.

Se si arriva ad un senatore che per giustificare il suo voto fa un paragone con il bloscevismo, allora vuol dire che sta capitando qualcosa di grosso. Si dice come l'11 settembre. Non è vero. Molto di più.
"Nella rivoluzione bolscevica lo slogan era: pace, terra e pane. Oggi la scelta è tra pane e libertà. La gente della strada - ha scandito il deputato del Michigan Thaddeus McCotter - ci ha detto che preferisce la libertà e io sono con loro".
oppure
"Il piano è una grossa merda di vacca con un dolcetto in mezzo", ha replicato dal suo banco Paul Broun
Il fatto è che alla periferia dell'impero sono sempre e solo arrivate briciole e quindi non vedono esattamente la differenza tra mangiarsi un hamburger o un hot dog e potersi bere un calice di Brunello a 50 dollari in un ristorante di Manhattan.
Probabilmente i senatori ci ripenseranno e voteranno afavore del piano proposto da Bush, ma al momento la domanda è un'altra: ma chi rappresentano veramente i senatori americani in questo momenti? Quali interessi.
Ma quello che mi chiedo veramente è se sia mai esistita una economia americana & mondiale basata su leggi sul mercato oppure se questa è solo l'equivalente di un blitz dell'antidoping al giro d'Italia.
Abbiamo lasciato morire Pantani in solitudine, la nostra coscienza può accettare che succeda lo stesso con tutti i manager di New York...
MANUALE PER LA SOPRAVVIVENZA
STORICOARTISTICA & ENOGASTRONOMICA
NELLA CITTA' DI BOLOGNA
Ma non è per questo che Via Mascarella è da ricordare.
Non è per questo che Guido Chiesa e Wu Ming hanno scritto un film.
Un film ambientato nel 1977 con Massimo Coppola e Claudia Pandolfi, tra gli altri.
Un film che parla di una radio, radio Alice.
Un film che parla di un'idea, l'idea di poter comunicare ed essere se stessi.
Solo nel 1975 viene riconosciuta la possibilità di trasmettere liberamente via radio ai privati, mentre prima poteva farlo solo lo stato.
Cominciano così alcune esperienze che hanno la fondamentale importanza di proporre diversi modi di fare cultura, che viene appunto chiamata alternativa.
Radio Alice è la radio del Movimento, il movimento studentesco, quello che vuole cambiare l'università dal proprio interno, quello che si organizza fuori dai partiti tradizionali, dentro a Lotta Continua, dentro Potere Operaio, dentro alle Brigate Rosse.
I confini sono in alcuni momenti molto labili.
Cuba viene vista come esempio e si ritiene possibile la rivoluzione.
Eugenio Finardi canta canzoni come la musica ribelle o legalizzatela e comincia a circolare il fumo come se fosse legale.
L'università acquisisce una sorta di extraterritorialità e l'occupazione diventa inevitabile.
Le parole d'ordine sono quelle del voto politico, del rifiuto di essere giudicati dallo stato borghese.
Ci sono poi filoni apparentemente meno impegnati.
Gli indiani metropolitani.
La musica che è fatta da gruppi progressive come gli Area di Demetrio Stratos, ma anche da gruppi demenziali come gli Skiantos di Freak Antoni e Dandy Bestia che cantano testi tipo largo all'avanguardia, siete un pubblico di merda
tu gli dai la stessa storia, tanto lui non c'ha memoria
sono proprio tutti tonti, vivon tutti sopra i monti
l'avanguardia alternativa non fa sconti comitiva,
l'avanguardia è molto dura e per questo fa paura
Nelle sale in cui si organizzano feste il gruppo canta l'aspetto del cazzeggio del movimento.
La maggior parte ha però un atteggiamento intellettualoide ed elitario che tende ad escludere e a non considerare chi non è impegnato.
Insomma, come sempre in una occupazione dell'università, c'è chi lo fa perchè è convinto, chi per opportunismo politico, chi per poter stare fuori di casa e (perchè no) chi per poter avere una possibilità in più di scopare una ragazza.
Tutte queste cose sono rappresentate molto bene nel film di Guido Chiesa.
Poi il governo si stanca della piega che la situazione sta prendendo.
È una questione politica. Il movimento sta avendo una grande visibilità.
Il movimento vuol dire sinistra, ma una sinistra che sta a sinistra del Partito Comunista Italiano, una sinistra che allora si chiamava extraparlamentare e ciò che più temeva il PCI era di essere scavalcato a sinistra.
In parlamento arrivano Democrazia Proletaria di Mario Capanna e anche un deputato di Lotta Continua.
Forse anche questo concorre a far sì che il governo decida che l'università di Bologna debba essere liberata a qualunque costo.
Nel centro di Bologna, nella zona universitaria, vengono mandati la Polizia, i Carabinieri e l'Esercito con i blindati ed i carri armati.
Nella primavera del 1977 a Bologna ci sono i carri armati per liberare l'università.
Si fa fatica a comprendere.
Per Bologna è una pugnalata al cuore.
Bologna liberata dai suoi partigiani, entrati in città davanti e prima dell'esercito polacco.
Bologna che è una città che organizza concerti gratuiti per i giovani e nel 1980 “regala” un live di Clash nella in Piazza Maggiore.
Bologna che nel 1979 ospita una Patti Smith fatta di eroina, ma eroina del pubblico e poetessa di Because the night.
Nelle strade si fanno le barricate e i blindati e i carri armati le sfondano.
Le forze dell'ordine sparano.
L'11 marzo del 1977, lo studente di Lotta Continua Francesco Lorusso viene ucciso da un proiettile sparato da un carabiniere.
È la guerriglia urbana.
È la fine.
Radio Alice viene chiusa con l'accusa di essere quella che dava le indicazioni agli studenti sui movimenti delle forze dell'ordine con un memorabile intervento in diretta tutto registrato, compresa l'irruzione della polizia.
Come a Genova nel 2001.
Per le strade l'occupazione dell'università diventa una specie di guerriglia armata a causa anche delle leggi speciali emesse dall'allora Ministro dell'Interno Francesco Cossiga che equiparano le armi improprie come sassi, bastoni, spranghe alle armi da fuoco, quindi i ragazzi, specie dopo la morte di Lorusso, ritengono che per difendersi, a questo punto tanto vale tenere una pistola, perchè il reato commesso è uguale a detenere un bastone.
I ragazzi vengono fermati per la strada con le buone o le cattive e poi portati in questura.
Come a Genova 2001.
La morte di Francesco Lorusso viene ricordata ogni anno, l'11 marzo e anche se gli avvenimenti internazionali hanno annebbiato il ricordo, per una parte di Bologna, quel giorno si porta un mazzo di fiori sulla lapide in Via Mascarella che ancora ricorda Francesco.
Il film è da vedere perchè è molto bello, ha vinto il primo premio al festival del cinema politico a Barcellona.
Non si trattava di una cosa così impegnativa da mettere in pratica, almeno a guardarla, adesso, dal punto di osservazione di un marciapiede di una strada provinciale persa verso nord a duecento chilometri da casa sua.
Il fatto è che alle indicazioni scritte di chi ha più esperienza bisogna darci peso e quando dicono controllare prima di un viaggio lungo un senso questo ce lo deve avere. Chi l'ha scritto sa il fatto suo.
E invece la sua atavica voglia di utilizzare tutto il tempo a disposizione, di non perdere nemmeno un minuto della sua vita di corsa, lo vedeva ora seduto su di un marciapiede, come un ciclista in fuga che attende l'ammiraglia per il cambio ruota.
Una assistenza che nel suo caso però non sarebbe arrivata.
Fumava, ma dalle orecchie.
Nell'ordine aveva cominciato a maledire la sacra famiglia, poi era passato ai santi del paradiso, infine qualche profeta minore e qualche personaggio storico di dubbia valenza ai fini di quello che si era proposto: bestemmiare per sfogarsi.
Dal punto di osservazione quel posto in cui si trovava gli sembrava ancora peggio di quanto si immaginava. Lui aveva bisogno di caos & folla e si trovava in un luogo di pace & solitudine.
Ogni tanto transitava una macchina. Rallentava un attimo, il conducente gettava uno sguardo e poi accelerava allontanandosi velocemente.
Ognuna si comportava in quel modo, tanto mercedes capitalistiche quanto le punto proletarie oppure il contrario, che oggi non si capisce più veramente se chi guida un'auto se la può davvero permettere.
Nell'ordine aveva proseguito col maledire le pubblicità delle auto, i giornali che raccontano fatti di cronaca anche quando non ce ne sono, gli altri italiani che si fermano solo se c'è una bella donna o qualcuno di famoso, ben consapevoli che ne l'uno ne l'altro hanno bisogno, ben consapevoli che ne l'uno ne l'altro desiderano che un finto capitalista con la mercedes o che un nostalgico non più proletario con la Punto si fermi a chiedere se hanno bisogno. Risponderebbero di sicuro di no.
E lui non ha ancora la forza di armarsi della proprio lucido senso della realtà e piazzarsi in mezzo alla strada urlando: cazzo lo vedete che ho bisogno!
Una Smart.
Rallenta e svolta poco più avanti. I fanali rossi dello stop danno il segnale che si è fermata.
Di fronte a lui una fila di cipressi, pioppi e aceri canadesi che stanno mutando in rosso il colore delle foglie nascondono alla vista, dal suo punto di osservazione sul marciapiede, quello che c'è oltre.
Una Smart.
Non entra nel cancello che si è aperto, ma fa inversione di marcia, di nuovo si avvicina e si ferma vicino al marciapiede.
Hai forato, chiede dal finestrino.
Nell'ordine decide di mettere da parte il sarcasmo, di odiare molto meno la gente di quel posto e di dare una risposta affermativa.
Se riesci a fare un chilometro ti porto da un gommista.
Dal punto di osservazione del marciapiede non l'aveva vista, ma ora che si è alzato ringrazia Marylin Monroe protettrice delle bionde, Bette Davis protettrice degli occhi azzurri e Greta Garbo protettrice del gloss per le labbra.